Le Isole Tremiti sono un arcipelago di isole italiane d’incomparabile bellezza, situato a circa 12 miglia a Nord del promontorio del Gargano, in Puglia nell’Adriatico meridionale; amministrativamente l’arcipelago rappresenta uno dei comuni più piccoli d’Italia, e appartiene alla provincia di Foggia.

Le Isole Tremiti, anche chiamate Diomedee in epoca romana, fanno parte del Parco del Gargano e dal 1989 sono anche una Riserva Marina naturale Protetta. Non sono famose ed apprezzate solo per la loro natura dalla travolgente bellezza ma anche per la loro storia antica e ricca, testimoniata ad esempio dalle tombe romaniche presenti sull’isole madre e dall’imponente abbazia benedettina che troneggia sull’Isola di San Nicola. Si narra che su questi scogli morì l’eroe greco Diomede, protagonista della guerra di Troia e che qui aleggino ancora le grida dei suoi marinai, trasformati in Diomedee (uccelli della famiglia delle procellarie) dalla Dea Afrodite che voleva placarne la disperazione per la morte del loro valoroso condottiero. Le Diomedee che potete trovare in Italia solo alle Tremiti sono degli uccelli singolari, se vi capiterà di trovarvi alle Tremiti in una notte senza luna potrete sentire il loro lamento, un pianto inconsolabile simile al vagito di un neonato.

Le Perle dell’Adriatico sono composte da cinque isole:

San Nicola è l’isola madre e storica di questo arcipelago. Si sviluppa su una superficie di circa 42 ha, per una lunghezza di 1.600 metri e una larghezza di 450 metri. Il suo profilo stretto e lungo è costituito da una prima parte abitata, su cui sorge un’imponente Abbazia Benedettina del XI secolo e verso est un alto promontorio roccioso con falesie e costoni a strapiombo sul mare alti fino a 60 metri. Il complesso abbaziale di rara bellezza è ormai abbandonato da secoli ed è visitabile liberamente senza bisogno di biglietto. Il piccolo centro storico abitato è un luogo carico di storia in cui troverete molti angoli bellissimi e interessanti da visitare, come ad esempio il Torrione Angioino, il Santuario di Santa Maria a Mare, i chiostri benedettini e la Cisterna della Loggia della Meridiana (un pozzo, profondo circa 17 metri da cui i monaci attingevano l’acqua piovana).

San Domino definita dagli antichi monaci “L’orto del paradiso” per la sua terra fertile e la vegetazione lussureggiante è ricoperta da vigneti, uliveti, macchia mediterranea e una splendida pineta di pini d’Aleppo, si estende per più di 90 ettari ed è ricoperta da una fitta rete di sentieri alcuni dei quali scendono fino a stupende calette. San Domino è la più grande delle isole dell’arcipelago, nel suo centro abitato si trovano diverse strutture ricettive, alberghi, B&B, bar, ristoranti e negozi. Qui troverete, direttamente dietro al porto, l’unica spiaggia sabbiosa delle isole, Cala delle Arene. A San Domino, al contrario che sull’isola madre, troverete anche automobili, taxi e motocicli ma attenzione, a poter circolare sono solo i veicoli dei residenti muniti di autorizzazione.

Il Cretaccio è un grosso scoglio situato a pochi metri dalle isole principali (San Nicola e San Domino) che deve il suo nome dalla creta gialla che lo costituisce.

Capraia detta anche Capperaia è un’isola rocciosa e ricca di piante di cappero, da cui prende il nome. Il lato nord è a dirupo, con scogliere alte fino a 70 metri. La parte sud è intarsiata da tante piccole baie che si riversano dolcemente nel mare, di fronte ad una di queste troverete la statua sommersa di Padre Pio. Capraia è disabitata e raggiungibile solo via mare le sue acque pulitissime e limpide sono il luogo ideale per bagni e uscite snorkeling.

Pianosa dista circa una ventina di chilometri dalle altre isole ed è composta da un basso pianoro roccioso totalmente disabitato. La sua altezza massima è di soli 15 metri sul livello del mare così che durante le mareggiate viene completamente sommersa. Pianosa fa parte della Riserva Marina integrale, il che significa che entro i 500 metri dalla stessa è vietata la navigazione e anche l’approdo. Vige inoltre il divieto assoluto di pesca e di immersioni.